Un vino senza nome

Negli ultimi giorni ho postato su Facebook una serie di quadri molto famosi, rinominati con titoli improbabili.

Per spiegarvi il senso di questa campagna lascio la parola ad Alessandro, che l’ha ideata.

 

Il vino è come un opera d’arte. Un amore immediato, un’emozione che nasce in un secondo e che può durare per sempre. Una vera folgorazione. Ci sono diversi vitigni che mi hanno suscitato questo sentimento altri meno.

Il Tocai è uno di questi.

Sono nato conoscendolo così, sono cresciuto conoscendolo così, poi un giorno mi sono trovato Friulano (non entro nelle questione storiche, molti ne hanno già parlato e discusso), era sempre lui ma aveva perso lo charme. Quell’amore stava scemando.

Dal Masaccio a Pollock esistono opere uniche per la loro intrinseca bellezza che, se venissero rinominate perderebbero la loro forza evocativa. Sarebbe come levare la vera identità per cui sono state concepite.

“Lo Sbadiglio” di Munch non è come “L’urlo” di Munch. Non voglio immaginare la Gioconda o l’Ultima Cena di Leonardo.

Dopo un viaggio ho riflettuto su come fare. Il Tocai è il simbolo della nostra terra, è il vino che ci faceva sentire fieri all’estero. Un’opera d’arte così unica che non può essere ri-nominata. Pertanto per il suo rispetto ho ritenuto che la cosa più giusta fosse di lasciarla senza nome: “Untitled”.

Alessandro Job

VillaJobAle

 

 

 

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