Un welcome drink Campari da Mamai

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Ogni occasione è buona per conoscere nuovi locali. Nonostante sia vicino all’ufficio e nonostante conoscessi Alice di Viviana Varese in via Adige, non sapevo che un altro ristorante si fosse impossessato degli stessi locali, e non ero mai stata a provarlo. Il momento giusto me lo ha dato Campari, con l’iniziativa Amuse Bouche, che prevede un bel cocktail con stuzzichini per iniziare bene la cena, anche al ristorante.

Sono andata quindi a conoscere Stefano Sardella e Davide Viviani, soci e fondatori di Mamai.

Mamai ha aperto il 21 ottobre 2013, pochissimo tempo dopo il trasferimento di Alice da Eataly. Titolari di un’azienda informatica da 7 anni ma anche appassionati gourmet, i due giovani hanno deciso di coronare un loro sogno e di darsi alla cucina professionale.

Che rapporto c’è tra i ragazzi e le protagoniste de “La chef e le boss”? I due ragazzi sono amici di Viviana e Sandra, tanto che proprio quest’ultima, invitata a cena, ha suggerito di aprire un locale chiamato “Facsimile”. La specialità di Davide che sta ai fornelli, è infatti quella di studiare i libri dei grandi chef stellati e riprodurli… alla perfezione!

L’idea non è andata in porto, ma i due ragazzi hanno lavorato un mese insieme alla brigata stellata prima della sua dipartita, per carpirne tutti i segreti. Come ad esempio fare la spesa al mercato del pesce insieme a Sandra Circiello che, come si sa, è di casa.

Si sentono ancora per qualche confronto estemporaneo, ma anche se hanno mantenuto un “Varese style”, i ragazzi si sono diretti verso piatti più semplici, con l’idea del bistrot. Così più pesce e meno carne, crudo anche di carne, senza dimenticare piatti particolari come il “Mojito” (si tratta di spaghetti) e la “Caipiroska” (è un risotto). Hanno introdotto un menu “alla cieca”, per cui è lo chef a decidere cosa farti assaggiare.
La spesa media del locale si aggira sui 50€ per la sera, mentre a pranzo siamo sui 10/15€. Il menu cambia ogni giorno e prevede 6 piatti per partita. La carta dei vini prevede più di 350 etichette e più di 80 distillati.
Novità di quest’anno è anche una carta dei cocktail.
Il loro modello ispirazionale (oltre a Viviana)? Claudio Sadler.

 

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