Un primo bilancio per Soavecru

A pochi mesi dal lancio, l’associazione Soavecru – il cui lancio avevamo raccontato in questo post – ha, per usare le parole del suo presidente Sandro Gini, “esposto i primi fatti”. L’occasione è stata offerta dall’edizione 2011 di Vulcania, il forum internazionale dei vini bianchi da suolo vulcanico curato dal Consorzio del Soave in collaborazione con Veneto Agricoltura.

Parallelamente alla manifestazione, i giornalisti sono stati portati in vigneto per vedere come l’agricoltura possa divenire sempre più sostenibile, ha sottolineato Gini: “con la confusione sessuale e l’uso del bacillo thuringiensis possiamo rendere il vigneto sempre più amico dell’ambiente, ma c’è di più: a Soavecru si sperimentano anche tecniche innovative con l’uso di oli essenziali provenienti da Israele e anche in cantina si lavora per l’eliminazione dell’anidride solforosa”.
Il prossimo passo è rappresentato dalle attività di formazione, aperte a tutti: partiranno all’inizio di novembre con i corsi di Terra Viva.

Questa rinnovata presentazione di Soavecru si è conclusa con un messaggio di Carlo Tessari, Sindaco di Monteforte d’Alpone, che l’ha ospitata: “Monteforte d’Alpone lo scorso autunno si è fatto conoscere per i tristi fatti di cronaca legati all’alluvione; ora vogliamo riaccendere una speranza. Ci piacerebbe che Palazzo Vescovile, che oggi è stato la sede della presentazione di Soavecru, divenisse un centro permanente per la valorizzazione dell’enologia locale”.

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