Torre Fornello: storia, vino e arte in Emilia

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In Emilia Romagna, in val Tidone, si trova Torre Fornello, una piccola azienda a conduzione familiare. Le sue origini sono davvero antiche, ma il pensiero e la voglia di far bene delle persone che gestiscono questi luoghi sono innovative. La famiglia è così importante per questa realtà, che quando abbiamo parlato di un’intervista, mi hanno detto che avrebbero preferito rispondere “in gruppo” per non escludere nessuno.
Quindi per la prima volta parliamo con Fernanda (la nonna), Elisabetta, Elena, Enrico, Edoardo (i fratelli), Riccardo ed Elena (i nipoti) Sgorbati.

 

Avete una storia antichissima. Cosa si ritrova di questa nella vostra realtà di oggi? 

La storia della tenuta, in effetti, si perde davvero nella notte dei tempi. Il primo documento che cita questa zona è un testamento del 1028, ma la vite viene coltivata in queste colline dall’epoca romana.
La nostra famiglia, che perpetua una tradizione di vignaioli che comincia a metà dell’800, ha cercato, dalla fondazione del brand Torre Fornello nel 1998, di coniugare le antiche radici che ci legano a questa terra con lo spirito innovativo che ci contraddistingue; un compromesso vincente che ci ha portati, in breve tempo, a ottenere grandi risultati. Tradizione e innovazione, impegno e passione.
In questo momento ben tre generazioni si occupano dell’azienda, dai nonni ai nipoti, e in tutto siamo in cinque della famiglia. Il peso della tradizione non è una responsabilità sempre facile da portare, ma siamo una bella squadra, crediamo in ciò che facciamo e guardiamo al futuro.

Quali sono i vostri vini più venduti? Quali i vostri mercati principali?
Torre Fornello produce 26 vini differenti, bianchi e rossi, fermi e frizzanti, spumanti Metodo Classico e vini dolci; tra questi abbiamo quattro vini certificati Bio. Si va dai vitigni autoctoni e territoriali fino ai vitigni internazionali. Non compriamo né uve, né mosto, né vino; vinifichiamo solo le uve di proprietà.
A seconda dei mercati abbiamo diverse tipologie di vini più “venduti”.

Per il mercato locale (Piacenza e provincia e zone limitrofe) sono i vini della tradizione a farla da padroni, soprattutto i frizzanti: Gutturnio DOC per i rossi, Ortrugo frizzante DOC e Malvasia frizzante DOC Colli Piacentini per i bianchi.

Per il mercato nazionale il gusto si sposta sui fermi, ma noi tendiamo a mantenere salde le nostre radici proponendo versioni ferme affinate in acciaio o in legno, dei vini della tradizione. Abbiamo così “Sinsäl” Gutturnio Superiore DOC, “Diacono Gerardo 1028” Gutturnio Riserva DOC, “Donna Luigia” Malvasia DOC Colli Piacentini e “UNA” Malvasia DOC Colli Piacentini. La fortuna dei vitigni tipici delle nostre zone è che si prestano benissimo all’invecchiamento.
Al mercato estero è destinato circa il 10-15% della produzione e il discorso cambia poco: i vitigni internazionali si accostano a quelli territoriali, perché la nostra filosofia è di educare il consumatore, facendogli conoscere i vini del territorio e tutta la tradizione e l’universo infinito che c’è nascosto dietro un calice di Torre Fornello.

Progetti, novità, idee?
Il 2017 è stato un anno molto difficile per l’azienda. Una gelata inaspettata in Primavera, seguita dal clima estremamente siccitoso dell’estate, con zero precipitazioni ha causato un perdita di circa il 60% della nostra produzione annua. Un anno da dimenticare poiché, a livello delle uve, la perdita è stata anche qualitativa.

Per quanto riguarda il lato più commerciale, quest’anno ci stiamo aprendo ai nuovi mercati emergenti: India e Cina. Due paesi molto particolari che si stanno mostrando maturi e curiosi nei confronti di vini meno conosciuti e sicuramente di nicchia, come quelli di Torre Fornello.
Sul versante culturale, invece, sicuramente proseguirà la nostra collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Brera di cui Torre Fornello è un laboratorio. L’esposizione delle opere dei giovani studenti-artisti dell’Accademia è ormai un appuntamento fisso. La rassegna “Vigna delle Arti” ideata da Torre Fornello e che raccoglie al suo interno le molteplici espressioni e forme che può prendere la creatività quando si lega al mondo del vino e della terra (dalla modellazione delle argille raccolte nei vigneti della tenuta, alla creazione di gioielli d’autore, passando per le installazioni di arte contemporanea fino alle forme impensabili della carta artigianale ricavata da imballi, etichette e confezioni dismessi), non smette di stupire ogni anno con mostre, esposizioni, workshop e, ovviamente, degustazioni. Possiamo solo dire: vi aspettiamo!

 

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