Ricetta Cocktail: Paint it Black

Ingredienti

Sake nero 4,5 Cl
Liquore bergamotto 1,5 cl
Humeshu plum liquor 1,5 cl
Lime 3 cl
Zucchero al carbone vegetale 2 cl

Preparazione
Versare gli ingredienti nello shaker, shakerare e filtrare in tiki mug colma di ghiaccio cristallino.

 

Davide Pinto, antropologo e ideatore dell’insegna torinese AFFINI dedicata alla mixology e al pairing, identifica i trend che determineranno le nostre abitudini nel 2020: sostenibilità, contaminazione culturale, attenzione al benessere.
Affini propone per il “VentiVenti” appena iniziato alcuni cocktail realizzati con prodotti iconici di questi nuovi trend: the Kombucha, Sakè coreano, Saké Nero made in Piemonte.

Al Kombucha l’head barman di Affini Michele Marzella ha dedicato “Handy Wharol”, un cocktail a base di Vermouth Bianco, Bianco Sarti, sciroppo alla rosa damascena, the Kombucha all’Ibisco. «Genziana,
assenzio, spezie varie rendono bitter e vermouth prodotti iconici della miscelazione internazionale, –
afferma Marzella – un vero e proprio must dell’aperitivo che, in questo mix delicato e floreale, vede
l’intervento del kombucha».

NoWa Lemonade”, è invece il cocktail incentrato sul concetto del “No Waste”: ridurre gli sprechi e la produzione di rifiuti, ottimizzando ciò che si ha a disposizione per creare costantemente qualcosa di nuovo. «In questo drink il protagonista è il limone: il succo conferisce aromaticità. L’albedo, la parte bianca tra la buccia e la polpa, invece di essere buttata viene posta in infusione alcolica, al fine di conferire la caratteristica nota amara» spiega Marzella. Le scorze vengono poste a macerare con lo zucchero, per 24 ore, creando uno sciroppo dalle delicate note di olio essenziale di limone. «A completare, il franciacorta frutto di una produzione simbiotica, che rispetta gli equilibri del suolo in modo naturale e sostenibile» aggiunge Marzella. 

Agli amanti del Sake è dedicato “Korean Latte” a base di Kombucha, latte di cocco e Makgeolli, il sake coreano, e dolcificato con la stevia, per strizzare l’occhio alla linea. «Il mondo sta imparando a conoscere il Sake, o meglio Nionshu, come lo chiamano i giapponesi, ma non sono solo gli abitanti del Sol Levante a produrre fermentati di riso – precisa il bartender. – Il sake coreano si adatta molto bene al palato occidentale per il suo carattere delicatamente fresco ed acido, facilmente miscelabile». 

E a proposito di sakè e di contaminazioni culturali, altro grande protagonista della mixology di Affini è Sake Nero, il primo e unico made in Piemonte, prodotto con riso nero coltivato nel vercellese e ispirato non solo alla bevanda nipponica, ma anche al celebre vermouth torinese. A Nero è dedicato “Paint it black”, di cui vi abbiamo dato la ricetta.

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