Qualità Abruzzo per La casa di Lorenzo

Abbiamo già parlato di Qualità Abruzzo, una bella associaizone nata da 13 ristoratori e pasticceri abruzzesi, tra cui l’amica chef Domenica Vagnarelli.

L’associazione porta ora avanti una iniziativa benefica: “Un piatto di lenticchie per la casa famiglia dell’associazione I bambini di Betania”, per cui dal 15 dicembre 2010 al 15 gennaio 2011 i 13 associati interpreteranno piatti o finger food per aperitivo,  a base dei legumi provenienti dal Consorzio di tutela delle Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio.

Come funziona? Per ogni ordinazione a base di lenticchie i ristoratori e i pasticceri devolveranno 5 e 3 euro per la comunità educativa e residenziale di Tortoreto (Te) “La casa di Lorenzo”, gestita dall’associazione “I bambini di Betania”, Onlus che si impegna a favorire bambini e ragazzi in stato di disagio, sostenendo le famiglie attraverso progetti di prevenzione.

Oltre ad essere un’inziativa benefica, che quindi vi segnalo volentieri, può essere l’occasione per conoscere meglio questo prodotto. La lenticchia di Santo Stefano di Sessanio è infatti coltivata esclusivamente su terreni situati fra i 1150 e i 1600 metri s.l.m. alle pendici del Gran Sasso, facenti parte del territorio dei comuni di Santo Stefano di Sessanio, Calascio, Barisciano, Castelvecchio Calvisio e Castel del Monte, tutti in provincia di L’Aquila. Si tratta di una zona di montagna, costituita da terreni marginali, sui quali, per le particolari condizioni pedoclimatiche, non si applicano interventi chimici sulle colture: è garantita così la massima genuinità dei prodotti. Le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio sono piccole, saporite, di colore più
scuro rispetto alle altre varietà, non hanno bisogno di stare in ammollo prima di essere consumate, sono di rapida cottura e si mantengono integre una volta cotte. Sono utilizzate prevalentemente per la preparazione delle calde e gustose zuppe abruzzesi ed erano un tempo considerate “carne dei poveri”. Allo scopo di mantenere viva la memoria storica di quest’antica coltivazione e di far conoscere il prodotto tipico, da circa trenta anni a Santo Stefano di Sessanio viene organizzata la sagra delle lenticchie la prima domenica di settembre.

Ristoratori e pasticceri si sono quindi sbizzarriti per creare piatti che utilizzassero queste lenticchie

Ecco le loro proposte:

Hostaria L’Arca (Alba Adriatica, TE): Baccalà mantecato con chips della sua pelle su crema di lenticchie e lenticchie croccanti.

Mediterraneo (Alba Adriatica, TE): “La Muntagne va a Lu Mar” (minestra di lenticchie di Santo Stefano, pescato dell’Adriatico, profumo di porcino e croccante salato di lenticchie).

L’angolo d’Abruzzo (Carsoli, AQ): Zuppa di legumi con lenticchie.

Il ritrovo d’Abruzzo (Civitella Casanova, PE): Zuppa di lenticchie con salsiccia, porcini, cazzarelli al pomodoro.

La Bandiera (Civitella Casanova, PE): Baccalà, caciocavallo e lenticchie fritte.

Beccaceci (Giulianova, TE): Zampone di mare e lenticchie.

Villa Maiella (Guardiagrele, CH): Zuppa di lenticchie con germogli , castagne e crostini all’olio agrumato.

Elodia (Camarda, AQ): Ravioli di lenticchie in brodo di cappone e cardi.

Locanda Manthonè (Pescara): Lenticchie con castagne e peperone dolce croccante.

La conchiglia d’oro (Pineto, TE): Zuppa di lenticchie con quadrucci, calamaretti e scampi.

L’angolino da Filippo (San Vito Chietino, CH): Risotto con crema di lenticchie e scampi.

Caprice (Pescara): Finger food con aperitivo.

Pan dell’orso (Scanno, AQ): Aperitivo con “lenticchia a cavallo” e “La lenticchia incontra re panettone”.

In effetti oltre ad uno spunto per la beneficenza, ci possono essere diverse idee per le nostre ricette di Natale! 🙂

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