Le Grand Fooding: come è andata

Appuntamento al buio con Massimo Bottura?

E’ stato possibile a Le Grand Banchetto Acqua Panna e S. Pellegrino.

Non avevo mai preso parte a queste serate e devo dire che ho trovato sia lati positivi che negativi.

La cena a cui ho presenziato prevedeva:

–          Pizza e champagne per cominciare, con Jed Cote/Charlie Hallowell (pizzaiolo di Oakland) e Jon Pollard (di Londra)

Tutti fuori, in piedi, con piattini e foglietti modello ticket restaurant da esibire al termine della coda per ricevere calice e pizza american style, sfrutto questo momento per incontrare quelli che saranno i miei compagni di tavolo, o meglio di tavolata.

Quando ad un certo punto un ragazzo in nero, con megafono in mano, dichiara che le porte si stanno per aprire, gli amici mi dicono “teniamoci stretti” ed io penso “insolito questo slancio d’affetto, ma ok, ricambiamo”… varcata la soglia, come portati dalla corrente veniamo spinti attraverso un corridoio costellato da camerieri con lucette sulla fronte modello chic-minatore …  siamo completamente al buio?!

Cerchiamo di capire spasmodicamente quanti posti servano e chi vada dove e finalmente ci sediamo. Spartano ma di design, tavoloni, panche, forchette tricolore di plastica arzigogolata e tovaglioloni da stringere al collo, ci lanciamo in questa avventura un poco oscura.

Il menu che ci attende

–          Crudo di pesce di Mauro Colagreco

Con noi c’è una ragazza allergica ad alcuni tipi di pesce, aspetta che illuminiamo … forse è meglio che salti questa portata. A malincuore mangiamo ed evitiamo di gioire troppo per la salsa e la mela che non abbattono ma anzi esaltano gamberi e quant’altro.

La ragazza riesce a fare apprezzamenti sui camerieri … come fa a vederci? In ogni caso buon segno, significa che la rinuncia non le è costato troppo.

–          Milano da bere … o da mangiare di Massimo Bottura

Il profumo di questo piatto … ehm, bicchiere! si sparge per la sala ancora prima che i ragazzi ci posino davanti la delizia del super chef. Si, l’aroma è quello dello zafferano, però è un brodo da sorbirsi con il cucchiaio, con aggiunta di riso soffiato. Dal profumo si direbbe che contenga anche carne e fungo …

Fungo? Ma io sono allergica anche a quello?! :-\

Panico: la ragazza deve saltare anche questa portata per evitare danni. Sgranocchia un poco di riso soffiato, mentre io faccio davvero fatica perché mi sto leccando i baffi, è delizioso. Anzi, faccio scarpetta col pane nel bicchiere (prima volta in vita mia) perché il riso finisce e non mi voglio perdere una goccia di bontà.

Intanto al termine di ogni portata gli chef imbracciano il megafono e salutano. Applausi e via, fuggono più veloci della luce (che manca sempre). Per fortuna che ho intravisto Bottura fuori, ma mi son detta “tanto poi lo vedrò dentro”. A saperlo lo avrei fotografato prima. Amen.

–          Baccalà all’affumicata di pigna, patata schiacciata e condimento alla pizzaiola di Pino Cuttaia

Finalmente la ragazza può assaggiare la prima portata della serata e già che ci sono le cedo anche la mia porzione. Non amo il baccalà e faccio l’opera buona (anzi a vedere come lo gustano direi buonissima!) della settimana.

–          Tagliolini di pupunha al pesto di rucola e seppioline

Oooh finalmente i tagliolini! La ragazza salta a causa del pesce ignoto, io invece non vedo l’ora di ingerire carboidrati. Avvolgo, avvicino la forchetta e CRUNCH… no scusa, rifaccio. Giro, avvolgo i tagliolini e CRUNCH! C’è qualcosa che non va. Cos’è questo rumore? Che consistenza è? E soprattutto … non sa di pasta ma nemmeno di nient’altro?!

Morale della serata: al buio i sensi che non sono la vista si mettono sul chi vive – in questo caso sul chi mangia – e forniscono sensazioni notevolmente più forti. Se i profumi e gli aromi deliziosi si sono gustati con maggiore intensità, altrettanto si sono evidenziate le manchevolezze.

Rimane un’esperienza interessante e divertente, con tanto di Havana Club accompagnato da banda live a quel punto a luci soffusissime.

L’importante è sapere a cosa si va incontro, preparandosi, leggendo bene il menu ed essendo consapevoli delle modalità spartan-chic.

Ah, dimenticavo, non bisogna arrivare in ritardo come un’amica giornalista che, avendo saltato la prima fase illuminata a casa degli orari in redazione, si è seduta ad un tavolo sentendosi la single sfigata di turno, ha cercato disperatamente di contattarmi via FB e mi ha trovato solo in fase finale gelato nell’altra stanza con DJ e faretti…

Nel suo caso al buio si è aggiunta una buca. Ora però ha il mio numero di telefono 😉

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