Jurga: dalla Lituania all’Italia, con la passione per il tè

Jurga Po Alessi

Si chiama Jurga Po Alessi ed è un’esperta di tè. Scrive, fotografa, intervista.

Lascio che sia lei a raccontarvi da dove viene e cosa ha fatto di interessante.

 

Come è nata la tua passione per il tè, come ti sei avvicinata alla materia, cosa hai fatto per approfondirla?

Bevo tè fin da quando ho ricordi. Fa parte della cultura da cui provengo. Sono nata e cresciuta in Lituania, paese delle piogge, cieli grigi e inverni che durano sei mesi. Una mug fumante è quindi per noi lituani un momento di time-out dall’austera realtà o, per dirla con Dostoevskij, “Il mondo sprofonda se bevo il tè? Bene, sprofondi pure il mondo purché io possa sempre bere il tè”. E se nel mondo il tè è la bevanda più bevuta dopo l’acqua, nella mia famiglia veniva prima dell’acqua o persino al posto dell’acqua. Rifiutare una tazza di tè nero a pranzo o a cena? Roba da maleducati.

Poi, con il passare del tempo, all’abitudine di bere tè si è aggiunta la curiosità. Correva l’anno 2000, studiavo all’università di Vilnius e in città stavano aprendo i primi negozi di specialty tea. È lì che il mio palato ha conosciuto altre divinità oltre al nero indiano: il Kukicha giapponese, l’Oriental Beauty taiwanese, il Long Jing cinese… Nelle sale da tè che sfoggiavano carte con 50 e più nomi, potevi assaggiare un mondo intero: dal Masala Chai preparato al momento al Matcha fatto a regola d’arte. In quegli anni ho scoperto anche il segreto del Puer: non tanto le sue proprietà anticolesterolo – a vent’anni la vita è cholesterol-free per definizione – quanto, soprattutto, le sue virtù anti sbornia!

La passione vera e propria è nata invece… in Italia, l’ultimo dei posti dove avrei immaginato di trovare tè tanto buoni da farmene innamorare oltremodo! L’indirizzo esatto: ArtedelRicevere, Via Melloni 35, Milano. È andata così: nel 2011 il caso mi porta a conoscere Francesca Natali, la proprietaria di allora del negozio e una delle più grandi esperte di tè all’epoca, che mi invita a lavorare insieme. Per quattro anni, ArtedelRicevere è la mia università. Qui assaggio i tè più svariati, scopro le sfumature tra un single origin e l’altro, assaporo gli Shincha freschissimi, i Darjeeling appena raccolti, conduco degustazioni verticali delle annate degli Sheng Puer. Ma, soprattutto, leggo. Ho a disposizione un’intera tea library (un centinaio di volumi?) e mi studio tutto: dalle leggende sulle scimmiette che raccolgono il pregiato Da Hong Pao alla composizione chimica della foglia di tè.

Nella primavera 2015, con i nuovi raccolti arriva anche il più atteso – mio figlio Jonas – e mi imbarco per una nuova avventura. Dal 2016, la mia passione per il tè vive sul blog di Prima Infusione.

 

Come è stato il tuo 2017?

Il 2017 è stato un anno all’insegna del mio duo preferito: tè e poesia. Ho realizzato uno dei miei sogni più grandi da quando sono in Italia: tradurre in italiano una raccolta di poesie del poeta lituano Donaldas Kajokas, tra i miei preferiti. Il libro, che è un progetto a quattro mani con un amico e poeta Davide Ferrari, uscirà a breve.

Sul blog di Prima Infusione, invece, ho lanciato la rubrica 365 tealovers: una serie di interviste agli amanti del tè. E per amanti intendo proprio quello: persone che amano bere tè. Non sono star e non sono esperti. Oggi trovo molto più interessante e appagante dare ascolto e spazio alle mille storie dei tealover piuttosto che raccontare, per l’ennesima volta, la stessa storia della Camelia sinensis, dalla quale originano tutti i tè. Forse ha ragione Gintaras Grajauskas, un altro poeta lituano che dice, “La storia non c’è, ci sono solo storie”. O forse è tutta colpa di Instagram, che ha sfumato i confini tra esperti e amanti? A proposito: è grazie a questo social che scopro le persone e le iniziative più belle del mondo teino. Come, ad esempio, la rivista italiana Fogli di tè, un progetto non commerciale, che si basa sul lavoro volontario e non retribuito di tecnici, ricercatori e appassionati del settore. Insomma, parafrasando la celebre frase del Reverendo Sydney Smith, “I am glad I was not born before tea… and Instagram”.

 

Progetti per il 2018?

Voglio continuare a scoprire i miei 365 Tealovers. Voglio scattare foto alle foglie di tè. A vivere in pieno le giornate con mio figlio. Ah, e voglio trovare neve, tanta neve, quando torno a Vilnius quest’inverno!

 

[Vuoi farti intervistare? Scrivimi e ti manderò 3 domande a cui rispondere]

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