It’s eat’s time!

It’s eat’s time!

Presentato alla stampa mercoledì scorso ed aperto al pubblico la sera successiva, sbarca a Milano il secondo eat’s store (il primo nato si trova a Conegliano in provincia di Treviso ed è attivo dal 2009).

Un vero e proprio happening quello di presentazione, che ha attratto giornalisti, blogger e PR non solo milanesi, ingolositi – è il caso di dirlo – da quello che si prefigge di diventare non solo un punto di ritrovo per milanesi “centrali” e per tutti coloro che a vario titolo passeggiano per le vie del triangolo della moda, ma anche una boutique tra le altre… ma del gusto!

Situati all’interno della Galleria del Corso, troviamo diversi spazi che abbiamo visitato e testato e che comprendono un’offerta di servizi completa: al piano terra in galleria è situato l’Excelsior cafè; al sottopiano 1 si trova il Bistròt; mentre al sottopiano 2 c’è il Food Store. Sergio Menegazzo, ideatore degli spazi spiega così il proprio intento:

“Abbiamo voluto creare uno store unico, all’avanguardia, che offrisse un approccio alla spesa innovativo in grado di avvicinare i consumatori ai prodotti e ai produttori“.

Ogni spazio ha la propria caratterizzazione, senza essere slegato dagli altri. L’Excelsior cafè è modaiolo e di design (dell’architetto Jean Nouvel), dalle pareti rosse, dedicato anche solo ad un pranzo veloce. Mercoledì sera abbiamo iniziato la serata sorseggiando bollicine in attesa che arrivassero conoscenti ed amici, prima di scendere.

Le scale mobili ti conducono al Bistròt, che ti accoglie con la cantina dalle molte etichette e ti illumina con una cascata di lampadari di design. Questo è il regno dello chef Matteo Gelmini, che descrive in questo modo la propria cucina:

“Semplicità non significa rinunciare all’apporto creativo o a qualcosa in termini di personalità e gusto del risultato finale, bensì dare al prodotto la possibilità di esprimersi al massimo delle sue potenzialità lavorandolo il meno possibile. La mia è una cucina che si muove nel solco di una tradizione vivificata trattando la materia prima con tecniche moderne di cottura, come quella a basse temperature e sottovuoto.”

Particolarità del Bistrò consistono in primis nell’angolo dedicato allo show cooking, che permette di osservare lo chef in azione, in secundis – all’interno dell’enoteca – nel dispensatore Dwine. Si tratta di una particolare apparecchiatura per la mescita dotata di 48 bocche di spillatura che, tramite l’estrazione dell’aria e l’immissione di azoto, mantiene inalterate le caratteristiche gustative e il bouquet dei vini per 40 giorni.

La seconda scala mobile ci porta allo Store, dove tutti si sono riversati attratti dai super selezionati prodotti esposti e dai banchi che offrivano bicchierini e assaggi per l’occasione – ottimi tra gli altri la tartare di Fassona e il prosciutto di Praga tagliato a mano.

I servizi “freschi” dello store, che corrispondono ad altrettanti banchi, sono gourmet, formaggeria, salumeria, macelleria, pescheria, ortofrutta, gastronomia e panetteria.

I locali erano moderni ed eleganti, benché semplici e dai colori tenui, i prodotti esposti ben selezionati (non abbiamo visto i prodotti freschi, non ancora in esposizione). Un punto di forza dello store riguarda il banco delle carni. Nel 2009, il patron Sergio Menegazzo decise infatti di controllare tutta la filiera, facendo sorgere a Contea di Montebelluna (TV) un allevamento di bovini delle razze da carne più pregiate (Limousine, Blonde d’Aquitaine e, prossimamente, anche Piemontese) che vengono nutriti in stalla con un’alimentazione sana e rigorosamente naturale a base di foraggio, cereali, sali minerali e acqua buona. I motivi che sottendono vengono così spiegati da Andrea Mazzaro.

“La scelta di avere una stalla di nostra gestione si è concretizzata anche a partire dalla crescita della domanda di certificazione di qualità in un momento di crisi per la zootecnia nazionale, stretta nella morsa tra costi di gestione divenuti insostenibili e la concorrenza delle importazioni dall’Est Europa, dove i controlli qualitativi e sanitari hanno parametri decisamente diversi dai nostri. Inoltre, abbiamo voluto differenziarci dalla prassi consueta nella GDO adottando il metodo antico e tradizionale della macelleria per la maturazione della carne in cella frigorifera, ossia la frollatura. Passaggio che si può fare solo con certe qualità di bovine per un tempo minimo di tre settimane a seconda dei capi. Questo metodo garantisce ottima resa in cottura, sia per la morbidezza che per l’assenza quasi totale di calo peso e, cosa non trascurabile, un’alta digeribilità”.

Insomma, se proprio non vi viene voglia di visitare eat’s per pura curiosità, sappiate che verranno organizzati anche momenti di incontro con i produttori a cui prendere parte attivamente. Si tratta di laboratori di approfondimento tematici oppure di incontri nei quali i produttori “si raccontano”, spiegando le tradizioni, il lavoro e le peculiarità che stanno a monte di sapori e aromi particolari e inconfondibili in un dialogo diretto con i clienti. L’appuntamento settimanale sarà il giovedì, in due orari differenti: tarda mattinata (indicativamente dalle 11.00 alle 14.00) e serata (17.30 – 20.30) durante i quali vedranno coinvolti 2 produttori in rappresentanza sia del mondo food che wine.

Da segnare quindi subito in agenda il 6 Ottobre, per incontrare Cantine di Collalto e Casearia Carpenego con i formaggi “ubriachi”, e il 13 Ottobre con Ca’ del Bosco ed Eat’s, in qualità di produttore di carni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.