Il Vinitaly visto da un enologo

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4.376 aziende e 15.000 vini, per quattro giorni di fiera. Il Vinitaly si avvicina e Verona è quasi pronta per accogliere ancora quel caleidoscopio di eventi, manifestazioni, show cooking, convegni, workshop e degustazioni, che tutti attendono. Ma come è vissuto da un enologo? Ce lo racconta Teodosio D’Apolito, consulente di origini pugliesi.

 

Il Vinitaly per i produttori

Dopo un anno passato in cantina tra “il ribollir dei tini” – come direbbe Carducci – e assaggi continui cercando di interpretare prima, ed esaltare poi, le potenzialità dei propri vini, finalmente è giunto anche quest’anno l’agognato Vinitaly. Agognato perché tutti gli enologi ed i produttori aspettano con ansia che arrivi questa importante manifestazione per mostrare ai loro clienti quanto di buono (si spera) abbiano prodotto in un anno di lavoro in cantina.

Si fa bella mostra di sé e della propria azienda tramite i vini. L’approccio è ottimistico perché si pregustano e si auspicano nuovi contratti e nuovi riconoscimenti nell’ottica di una continua crescita e miglioramento. Una sorta di sabato del villaggio in cui “la squilla dà il segno della festa che viene; ed a quel suon diresti che il cor si riconforta”.

Le giornate della fiera si inanellano veloci; la concentrazione è tale per cui il tempo passa in fretta perché ricco di incontri, parole ed emozioni senza soluzione di continuità. I calici si avvicendano frenetici e sembrano raccontare storie ad ogni effluvio del loro contenuto.

 

Il mio Vinitaly

Un osservatore che, per assurdo, volesse annotare i miei spostamenti tra i padiglioni nelle giornate di fiera si accorgerebbe subito, probabilmente non senza stupore, del mio incessante peregrinare tra uno stand e l’altro della Puglia per fare da spola tra i diversi miei clienti ad affiancare i commerciali e i titolari alle degustazioni e alle presentazioni dei vini ad avventori interessati all’acquisto. Tranne infatti sporadiche sortite presso altri padiglioni ad assaggiare prodotti che destano, per vari motivi, la mia curiosità, mi ritroverete nel padiglione della mia regione provando a supportare nelle degustazioni o nelle disquisizioni tecniche i miei clienti.

Eppure a un certo punto la mia carriera professionale sembrava essere indirizzata verso altri orizzonti lontani dalla mia amata terra natia. Subito dopo la laurea in Viticoltura ed enologia presso l’Università di Pisa, visto il promettente percorso di studi, non poche sono state le richieste che ho ricevuto per rimanere in terra Toscana. Il pallino che avevo fisso in mente, già all’inizio della mia carriera universitaria però, è sempre stato quello di tornare un giorno nella mia terra da professionista del mondo del vino e contribuire, con il mio lavoro quotidiano, alla riscossa enologica della Puglia. Progetto ambizioso certo, ma chi non sogna per sé, con l’incoscienza (a anche la superbia) dei vent’anni un futuro roseo e foriero delle più grandi soddisfazioni?

Dopo 10 anni comunque il mio sogno si è avverato. Superate le stradine impervie ed acciottolate, che in gergo tecnico si definiscono “gavetta”, mi ritrovo oggi a collaborare con alcune delle più importanti aziende vitivinicole della Puglia con l’ulteriore soddisfazione di aver conservato intatto dentro di me ancora oggi la pazza (ma lo sarà davvero?) consapevolezza di poter contribuire alla, credo meritata, riscossa enologica della mia regione. Il Vinitaly che si appresta ad arrivare, spero possa quindi ancora una volta premiare il lavoro fatto fino ad ora e continuare a sostenere il mio percorso professionale ancora lungo. Vi aspetto a Verona quindi, presso il padiglione Puglia!

 

 

Credits: Foto Ennevi-Veronafiere

 

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