Il nuovo disciplinare del Lambrusco Emilia IGT passa al vaglio del Comitato Vini

Il 9 Ottobre a Modena, su convocazione del MIPAAF e della Regione, si è svolto l’ accertamento pubblico sulle modifiche al disciplinare del Lambrusco Emilia IGT, che secondo Ermi Bagni (Direttore del Consorzio di tutela dell’Emilia IGT) rispecchia l’intento dei produttori per una maggiore territorialità del prodotto.

I produttori vinicoli emiliani si sono consultati per un’ora e hanno approvato il nuovo disciplinare, che consente la presa di spuma solo nelle province di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza e in parte di quelle di Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna, Mantova e Cremona.
Gian Alfonso Roda (Presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna) evidenzia la portata delle modifiche proposte: “Il Lambrusco rappresenta il 2,5% del vino italiano ed è prodotto in Emilia Romagna da più di 8.000 cantine. Per la qualità che ha raggiunto questo vino è oggi sempre più apprezzato in Italia e sui mercati internazionali. Le vendite all’estero si avvicinano a 200 Milioni di Euro, pari al 65% del totale dell’export Emiliano Romagnolo di vino. La modifica al disciplinare dell’Emilia IGT sarà dunque di grande impatto ed è particolarmente importante perché fornisce regole precise volte ad associare più strettamente il Lambrusco al territorio, dando slancio al brand e facilitando l’attività di controllo.”

Questo disciplinare sarà il primo nel settore vitivinicolo italiano a seguire l’iter europeo: il 30 Ottobre sarà esaminato dal Comitato Nazionale Vini e, in caso di approvazione, alla Commissione Europea.
Se l’iter andrà a buon fine nei primi mesi del 2013 si avrà la convalida del nuovo disciplinare da parte di Bruxelles.

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