Il Calamaio Vini: Soffio, Poiana e Antenato.

matteoDurante le feste natalizie ho avuto il piacere di visitare l’azienda agricola Il Calamaio di Lucca. Ho conosciuto Samuele, il giovane e appassionato titolare, che ci ha mostrato i suoi 2,5 ettari terrazzati di vigna e ulivo.

La produzione annua di vino si aggira attorno alle 6000 bottiglie, tra San Giovese in purezza e Blend. Una delle caratteristiche delle vigne dell’azienda è che sono molto vecchie, hanno almeno 60 anni, e ad oggi sono difficili da trovare in zona, nessuno ha più reinnestato infatti questo genere di piante. Uno degli obiettivi di Samuele è dunque quello di riscoprire il valore delle piante tipiche del territorio e di valorizzare al massimo il loro frutto in maniera naturale. Sta così cercando di reinnestare il Barbatella selvatico, mentre la produzione è tutta biologica: niente chimico, trattamenti solo con verderame e per la concimazione ci si affida al sovescio favino (che interrato rilascia azoto).
Samuele ci mostra la vigna nuova, fatta di pinot nero. E’ strano questo vigneto per la toscana, tanto che ci spiega che è stata persino fondata una confraternita e che di norma in zona viene spumantizzato.
Qui il problema è la mancanza di escursione termica dal giorno alla notte.
Altro esperimento è il Petit Arvin: dovrebbe crescere bene e dare soddisfazioni viste le condizioni climatiche dei terreni. Anche questi sono vitigni che non ci sono più, per i quali Samuele ha fatto fare l’ampelografia. Stessa cosa per il colorino a polpa rosa, che sarà da clonare.
L’azienda è relativamente recente. Il terreno è stato comprato nel 2003.
Le vendite ad oggi si rivolgono all’Italia e alla zona circostante in particolare. A Lucca si trova in alcuni ristoranti, mentre a Milano in via Spallanzani, c’è un distributore per il Veneto e si sta lavorando anche su Roma.
Il prezzo di una bottiglia è di 8 euro.
In azienda lavorano 3 persone. Fare vino biologico è per Samuele una passione: stare in campagna, senza smartphone e altri congegni elettronici, è come rilassarsi. Anche se racconta che sta sempre a guardare le previsioni del tempo per capire ad esempio se trattare le piante o meno o se effettuare altre operazioni, perché il biologico è impegnativo e costoso anche per questo, oltre che per la manodopera.

I vini che produce l’azienda il Calamaio sono 3: Soffio, Poiana e Antenato.

Soffio è un vino bianco. Vengono prodotti 10 quintali di uve per 800 bottiglie l’anno. E’ composto da 60% chardonnay, 30% Petit Arvine e 10% Petit Manseng. Ha 13 gradi e un profilo olfattivo e gustativo abbastanza complesso, che non è adatto ad esempio per un aperitivo. Sapido e non troppo fruttato, dalla spalla acida, si abbina bene con crostacei dolci come scampi e gamberoni, oppure con salumi e formaggi di media stagionatura. Il suo nome deriva dalla brezza che arriva dal mare direttamente sulle colline dell’azienda.

Poiana è un San Giovese in purezza. Ne vengono prodotte 3300 bottiglie l’anno. Si tratta di tre cloni diversi vinificati separatamente e poi proporzionati sulla base di quello venuto meglio, compreso un passaggio in barrique per 6 mesi in modo da dare un po’ di struttura. È un vino lucchese molto particolare. Il suo nome deriva dagli omonimi uccelli che abitano la zona.

Antenato è il vino di punta. Rosso, corposo, viene prodotto e affinato completamente in acciaio, senza alcun passaggio in legno. È ricavato da vitigni autoctoni, che sanno di erbe aromatiche, pepe nero e aromi originali. Si può abbinare a una cucina tipica regionale, come la cacciagione, ad esempio il cinghiale con la polenta. Ne vengono prodotte 1200 bottiglie l’anno. È il vino dei contadini della zona, sembra strano ma di fatto non è nulla di diverso dalla tradizione, da qui il nome Antenato, perché deriva dai vigneti storici.

 

Per maggiori info: http://www.ilcalamaiovini.it/

2 Comments

  • Lorenzo ha detto:

    Ho assaggiato insieme ad amici la Poiana e l Antenato ieri sera in un ristorante di Lucca. Il primo abbinato a salumi e formaggi, il secondo a polenta con ragu. Tutti e due eccezionali.

  • Anna Maria Simonini ha detto:

    Sono d’accordo 🙂

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