I nuovi MEB di Ça Va Sans Dire

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Porta Romana è un quartiere di Milano in cui si trovano moltissimi ristoranti. L’evoluzione è continua e non mancano le nuove proposte come Ça Va Sans Dire, che abbiamo provato di recente.

I fondatori, Sabina e Claudio vengono da un’esperienza storica in fatto di carne, ma hanno voluto scommettere su una formula bistrot dai piatti originali.

 

Dalla carne a questo ristorante diverso: cosa vi portate dalla vostra storia e cosa invece avete preferito cambiare?

La nostra filosofia è quella della qualità superiore e del “mangiare buono” perché siamo convinti che provare soddisfazione dopo un pranzo o una cena faccia parte dei migliori momenti nella vita. Con Mangiafuoco avevamo portato a Milano, negli anni 80, il primo ristorante Braceria ispirato dalle steak-houses americane. Una mini-rivoluzione che eliminava i classici primi italiani e i secondi cotti in salsa, per un menu semplice dedicato ai carnivori golosi. Carni di eccelsa provenienza alla griglia, cottura essenziale per esaltarne il gusto e le qualità nutritive e contorni classici delle regioni  Italiane. Un successo che perdura ancora oggi da Mangiafuoco a Segrate e che attribuiamo soprattutto ai nostri prodotti davvero superiori.
Con Ça Va Sans Dire Gourmet Easy-Eating vogliamo offrire ancora una volta un’esperienza diversa dove abbiamo abolito la nozione di “antipasto-primo-secondo-dessert”, ispirandoci alle tradizioni e culture di tanti paesi dove si assaggia, si condivide, si mischia e si combina in modo spigliato e conviviale, in ordine o in disordine, l’importante è il gusto e il piacere.
Sono nati così i MEB (les Mises en Bouche) cioè una scelta di piccole porzioni sfiziose servite in piattini da accumulare e condividere. Poi zuppe calde o fredde, tartare di carne condite in ben 12 modi diversi, specialità ittiche di Moreno Cedroni lo Chef stellato Marchigiano e desserts rigorosamente fatti in casa.

A chi vi rivolgete?

Ci rivolgiamo sicuramente ad un pubblico curioso e interessato da una cucina dai gusti noti e riconfortanti, ma servita e preparata in modi meno tradizionali. Siamo ben consci che in Italia si è meno avventurosi nel lanciarsi alla scoperta di cucine esotiche o a base di ingredienti particolari. Perciò non ci sono rischi di confrontarsi a gusti spiazzanti da Ça Va Sans Dire! Invece questo è il locale ideale per ritrovarsi tra amici o in coppia e comporre un pasto come forse si ha già fatto a Londra, Parigi, New York, Los Angeles o Hong Kong dove il susseguirsi dei piattini e degli assaggi favorisce il buon umore, le conversazioni divertenti, rende seducenti, per godersi un momento in un locale chic ma relax e totalmente contemporaneo.

Qual è il piatto forte per cui venire?

Avremmo voglia di rispondere tutti! Però le zuppe e le tartare di fassona Piemontese ci rendono molto orgogliosi. La selezione di zuppe offre dei grandi classici come la ribollita, la zuppa alle cipolle, la vellutata di zucca agli amaretti o la grande pappalpomodoro, ma anche una Asiatica con il suave latte di cocco e coriandolo che rimanda ai profumi della Thailandia o di Bali. Per le tartare abbiamo elaborato più di 12 ricette dove la carne cruda è condita con sapori che vanno dal tartufo all’avocado, dal pesto genovese al tonnato ai capperi di Pantelleria, dal lemongrass e zenzero alla classica con tuorlo d’uovo come in una Brasserie Parigina…

L’estetica del locale: come è stata pensata?

L’estetica del locale è stata pensata da Sabina una dei due soci proprietari di Ça Va Sans Dire, top manager nell’industria del lusso, viaggiatrice infaticabile con lo sguardo sempre attirato dal bello e dagli ambienti che invogliano al comfort e al piacere di stare tra persone amate. Dove lo sguardo è riposato da colori armoniosi, attratto da oggetti design di eterna eleganza, da materie nobili come il marmo e il legno e da uno stile sicuro, come negli interni degli appartamenti della Milano della moda, del design et del mobile o dell’industria, ciò che la rende riconosciuta mondialmente come una delle città più in voga e stilosa del momento.

Quante persone servite?

Per il momento serviamo 40 persone e dalla prossima primavera ci allarghiamo con un dehors sotto le fronde dei tigli, per altre 20 persone.

Che differenza c’è tra i menu di pranzo e cena?

Il menu del pranzo è ideato per due possibilità: per uno spuntino rapido e leggero tra compagni di università, colleghi o amiche, il “Light Menu” a 12 euro che propone un MEB e una Zuppa.
Oppure il “Easy Menu” a 22 euro ideale per un pranzo d’affari o una pausa gustosa e golosa che comprende due MEB e una tartare small da 120 grammi.

Che obiettivi vi prefissate? 

I nostri obbiettivi sono duplici: da un lato vorremmo sviluppare e nutrire il nostro concetto originale di “Gourmet easy-eating” testando ricette nuove, allargando il menu a new entries stagionali, a cocktails o serate private, stabilendo così un nuovo modo di vivere una parentesi al ristorante e soddisfare tutti coloro che non hanno sempre voglia né di tradizione ne di esotismo, e creare così una comunità Ça Va Sans Dire molto versatile e inclusiva, sempre più allargata, che potrà considerare il nostro locale come un luogo di ritrovo tra persone che condividono gli stessi valori: tolleranza, apertura e curiosità, buona musica, gentilezza e rispetto di tutti.

Da un altro lato ci piacerebbe allargarci magari anche geograficamente ad altri quartieri di Milano o altri paesi del mondo. Siamo convinti che il savoir-faire Made In Italy ha una potenza immensa all’estero e siamo pronti a lanciarci in questa esperienza per portare la nostra visione di una gastronomia easy ma gustosissima.

 

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