Chiudere in bellezza: lo Chef Luigi Tramontano

Edizioni Gribaudo-Il Gusto e la rivista Cucina Gourmet hanno chiuso in bellezza le proprie serate 2010 dedicate agli Chef emergenti, con la cena che si è tenuta lunedì sera al Westin Palace hotel di Milano. Il grande protagonista della serata è infatti stato Luigi Tramontano.

Per chi non lo conoscesse, Luigi Tramontano è lo Chef del ristorante Il flauto di Pan di Villa Cimbrone (SA).
Secondo il classico rituale ci ritroviamo nella zona bar dell’hotel per accogliere lo Chef, ascoltare la sua storia e quella della splendida location del ristorante.
Sorseggiando le prime bollicine, scopriamo quindi che Luigi ha fatto una rapida carriera, diventando in breve tempo Sous Chef del famosissimo ristorante Don Alfonso di Napoli.

Non vediamo quindi l’ora di sederci a tavola per gustare i piatti di questo giovane talento, che è stato candidato ad una stella Michelin per il 2011.
Prima però veniamo incantati dal video che mostra Villa Cimbrone e ne ascoltiamo il racconto direttamente dal proprietario, albergatore da generazioni, che ci spiega quanto la location sia prestigiosa ed antica. Considerato uno degli Hotel de Charme più prestigiosi del Mediterraneo, l’hotel risiede infatti in una dimora del XII secolo che storicamente ha ospitato personaggi illustri come Eliot e Moore, Virginia Woolf e personalità come i duchi di Kent, Churchill, Bill Clinton.

Particolare per noi molto interessante, lo Chef ci spiega come all’interno dei giardini ci sia anche un orto che produce direttamente le materie prime utilizzate in cucina. Garanzia di freschezza e di qualità, oltre che di rispetto della stagionalità. Alla domanda, Tramontano spiega poi che tutto il pescato usato al ristorante è assolutamente fresco di giornata, tanto da costringerlo a cambiare menu nel caso in cui non ci dovesse essere il pesce richiesto dalle ricette del momento.

Deliziati e rapiti da queste atmosfere e da questi racconti, ci dirigiamo verso la sala da pranzo dove scopriamo finalmente il menu della serata:

– Cannelloni croccanti farciti con ricotta e mozzarella di bufala su coulis di pomodoro
– Astice in pan brioche profumato agli agrumi con colata di provolone del monaco croccante di olive nere
– Mezzi paccheri di Gragnano con colatura d’alici, finocchi e tartare di pesce azzurro
– Guancetta di maiale alla liquirizia su crema di patate e scarole
– Granita di anice stellato
– Tortino di noci con pane, pere e gocce di cioccolato fondente su salsa al miele

I vini che hanno accompagnato le portate sono stati i seguenti:

– Cilento Donnaluna Fiano 2009
– Costa d’Amalfi Furore bianco fior d’uva 2009
– Paestum I.G.T. Naima Aglianico 2006
– Malvasia delle Lipari Hauner

Le materie prime della cucina tipica della zona hanno sapori forti, intensi ma sapientemente miscelati in queste ricette che esaltano ogni singolo aroma creando un unico equilibrato ed armonioso. Ad ogni portata è stato servito un piccolo panino speciale, appena sfornato, arricchito con ingredienti complementari.
I vini della serata erano di qualità eccellente: ognuno di loro presentava profumi speciali, che racchiudevano una sapiente produzione d’elite.
La serata si è svolta molto piacevolmente in compagnia di Roberta Deiana, dell’amico fotografo Paolo Picciotto e mi ha dato modo di conoscere la giornalista di Dove Gianna Testa, che colgo l’occasione per salutare.

Ogni portata è stata una scoperta. Se talvolta gli abbinamenti avrebbero potuto apparire banali, in realtà un singolo ingrediente aggiunto rivelava originalità e sperimentazione.
Sono rimasta colpita dall’abbinamento del vino bianco con i mezzi paccheri: l’esaltazione reciproca era perfetta. Mentre il rosso, perfettamente tondo, con note di cioccolato e ciliegia, ha conquistato la tavolata.
Unica nota dolente, non solo a mio parere, è stato il sorbetto: la presentazione evidenziava un eccessivo congelamento del ghiaccio. L’idea dell’aroma ad ogni modo è piaciuta.

Vorrei quindi ringraziare Carlo Vischi per la splendida serata e fare i complimenti a tutti.

Qui troverete tutte le FOTO della serata.

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