Ciambella con speck e Patate di Bologna D.O.P.

Ingredienti per 6 persone:

  • 1 Kg di Patate di Bologna D.O.P.
  • 200 g speck affumicato
  • 30 g burro
  • 200 g scamorza, o mozzarella
  • Sale e pepe q.b.
  • 100 g parmigiano grattugiato
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di farina

Preparazione:
Sciacquate le patate e riponetele in un tegame. Ricoprite interamente con dell’acqua e riponete sul fuoco a fiamma medio/bassa. Lasciate cuocere per 20 minuti o fino a quando risulteranno morbide facendo la prova con i rebbi di una forchetta. Scolate, schiacciate con lo schiaccia patate e lasciate raffreddare. Una volta fredde aggiungete il sale e il pepe, la farina, il burro tagliato a pezzetti, l’uovo e il parmigiano grattugiato. Mescolate con un cucchiaio di legno per amalgamare. Imburrate il fondo di uno stampo per ciambelle apribile. Foderate il fondo con le fettine di speck, sovrapponendole leggermente tra loro. Lasciate che fuoriescano dallo stampo poiché sarà utile per richiudere a procedimento ultimato. Aggiungete una parte di impasto e schiacciate con le mani per formare una base; aggiungete la provola tagliata a cubetti e il restante impasto fino a ricoprire l’intera superficie. Richiudete con la parte restante di speck che avete lasciato fuoriuscire dallo stampo. Infornate in forno già caldo a 200° per 20 minuti. Sfornate, lasciate intiepidire e capovolgete lo stampo eliminando la cerniera apribile. Servite tiepida con il cuore di formaggio filante.

 

La Patata di Bologna D.O.P. – varietà la Primura – è la prima patata italiana insignita della Denominazione d’Origine Protetta. Germoglia e cresce nelle campagne bolognesi e viene prodotta e confezionata da aziende iscritte al piano dei controlli, situate esclusivamente nella provincia di Bologna. L’area di coltivazione è principalmente tra due fiumi il Sillaro e il Reno all’interno della zona che comprende i Comuni di Budrio, Castenaso, Ozzano dell’Emila, San Lazzaro di Savena, Castel San Pietro Terme, Castel Guelfo di Bologna, Medicina, Molinella, Baricella, Minerbio, Granarolo dell’Emilia, San Giovanni in Persiceto e Crevalcore, più alcune zone montane fino a 700-800 m s.l.m. negli altipiani di Castel d’Aiano e Vergato.

 

[Ricetta della food blogger Anna Rita Granata]

4 Comments

  • Melissa ha detto:

    Non si copiano le ricette degli altri

  • Anna Maria Simonini ha detto:

    Ciao Melissa, non ho copiato la ricetta. È stata diffusa tramite comunicato stampa dall’agenzia di Patate DOP, con preghiera di diffusione. L’azienda e la persona che ha ideato la ricetta sanno tutto, anzi volevano proprio che venisse pubblicata 🙂

  • Anna Rita ha detto:

    Ciao Anna Maria, a quanto pare rispondi sul blog ma non su Instagram nonostante ti abbia contattato in maniera educata. Ho alzato la questione sul mio profilo Instagram dopo aver ricevuto il tuo silenzio, nonostante fossi attiva (vedo le stories). La condivisione è importante ma non sono affatto consapevole del fatto che tu abbia divulgato la mia ricetta senza crediti al mio blog. Lo stesso sito ufficiale di patata Bologna ha il link al mio blog dato che sono autrice della ricetta. Il minimo che tu potessi fare è proprio questo: inserire il link al mio blog con mention e crediti. Fare come hai agito è prendersi i meriti del lavoro altrui, altro che condivisione. Sharing is caring.

  • Anna Maria Simonini ha detto:

    Ciao Anna Rita, mi dispiace non ho visto nulla su IG, ritaggami o menzionami per favore così vedo. Ti chiedo scusa ma non c’era nessuna indicazione a riguardo da parte dell’ufficio stampa e quando capitano queste cose altri lo chiedono. Non c’è problema, aggiungo i credits. Avviso però anche l’ufficio stampa in modo che sappia cosa fare. Ti chiedo scusa, se l’errore è mio correggo. Grazie, buon pomeriggio.

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