Castelvetro di Modena: Fattoria Moretto

Sono molto felice di poter dare voce a una realtà vitivinicola di qualità, che si trova nel mio piccolo ma specialissimo comune di Castelvetro di Modena. Siamo nella zona del Lambrusco e l’azienda agricola Fattoria Moretto rappresenta un produttore appassionato, da diverse generazioni.
Facciamoci raccontare di più da Fabio Altariva.

Fattoria Moretto, situata sui colli di Castelvetro di Modena, è l’azienda vitivinicola di terza generazione della famiglia Altariva. La passione per la viticoltura è stata tramessa nel tempo a partire da nonno Antonio negli anni ’60. Domenico, la seconda generazione, ha continuato la coltivazione delle viti e la produzione di vino sfuso, fino a quando, terminati gli studi, i suoi figli Fabio e Fausto si sono inseriti a tempo pieno in azienda dando luce alle prime versioni di Lambrusco in bottiglia, che portavano il nome di Fattoria Moretto sulla propria etichetta. La continuità generazionale è sulle spalle di Alessio, figlio di Fabio, che si dedica da qualche anno all’azienda di famiglia e allo stesso tempo porta avanti gli studi presso la facoltà di Enologia.Oggi l’azienda lavora su 10 ettari di vigneto, tutti condotti secondo regime biologico, frazionati su piccoli appezzamenti nell’area collinare castelvetrese. Il vitigno di cui si parla è, quasi esclusivamente, l’autoctono Grasparossa, fatta eccezione per un piccolo appezzamento di Grechetto Gentile con il quale viene prodotto Pignoletto frizzante. I vari vigneti di Grasparossa, che presentano diverse età e nascono su terreni differenti, vengono vinificati separatamente per consentir loro di esprimere al meglio la ricchezza varietale del territorio di Castelvetro, grazie anche alle basse rese per ettaro, mantenute tali da scelte agronomiche mirate e da un territorio di carattere collinare, che si aggira tra i 150 e i 250 metri di altezza sul livello del mare. L’intento della famiglia è quello di dar voce ad un territorio attraverso un vino, il Lambrusco, ancora troppo spesso incompreso nella sua espressione qualitativa.

Quali sono i vostri prodotti di punta?
Una delle peculiarità della nostra produzione è il fatto che tutti i nostri vini sono posti sullo stesso piano. Non produciamo linee base o linee superiori per distinguerci su diversi mercati con diverse fasce di prezzo. Il nostro intento è sempre stato quello di valorizzare al massimo il nostro territorio producendo vini sinceri e di altissima qualità, che potessero in un qualche modo rappresentare e far comprendere la ricchezza del nostro territorio e del vitigno Grasparossa. Se dobbiamo identificare un prodotto che ci caratterizza in modo particolare possiamo citarne in realtà due: Monovitigno e Canova, non tanto per un discorso di maggiore qualità, quanto per la filosofia che sta dietro a queste due etichette.
Sono la più estrema rappresentazione del concetto di valorizzazione del territorio, essendo Lambrusco Grasparossa DOP in purezza prodotti ciascuno utilizzando esclusivamente le uve di un singolo vigneto. Su entrambi questi due vecchi appezzamenti (del ’69 e del ’71) è stata fatta una selezione massale delle viti, con successivo ampliamento di entrambi i vigneti, al fine di garantire la continuità produttiva negli anni a venire dei due cloni di Grasparossa insediati in tali parcelle.
La differenza tra i due “cru” sta tutta nel terreno: Monovitigno nasce su argilla chiara mentre Canova presenta tratti di terreni sciolti, con limo e sabbia.
In degustazione entrambi presentano, con eleganza e pulizia e con finali secchi, le classiche note varietali del Lambrusco Grasparossa: frutta rossa intensa e sgargiante; mentre però Monovitigno si forgia di eleganza, cremosità e persistenza, Canova rivela il suo lato esuberante, erbaceo e balsamico, con un tannino leggermente più marcato.
 
Quali sono i vostri mercati di riferimento?
Nonostante la sempre maggior qualità del Lambrusco che si trova oggigiorno sullo scaffale delle enoteche, e nonostante la crescita di consapevolezza da parte del consumatore, il Lambrusco di qualità alta rimane ancora un vino molto locale. Premettendo che il nostro mercato di riferimento è quello ho.re.ca, quindi quello della ristorazione e delle enoteche, il bacino di vendite principale per noi è rappresentato dalla provincia di Modena, dove gestiamo in prima persona le vendite e i rapporti con i clienti. Se usciamo da questa zona, esclusi alcuni piccoli segmenti di mercato nelle province limitrofe ed in alcune zone del Nord Italia, bisogna uscire dal nostro Paese per seguire quello che è il flusso delle nostre vendite. Infatti attualmente esportiamo circa il 25% della nostra produzione tra Stati Uniti, Francia, Svezia, Polonia, Norvegia e qualche altro mercato più piccolo.
 
Come sta andando in questo momento?
Viene da sé che, essendo l’ho.re.ca il nostro mercato di riferimento, abbiamo risentito e stiamo tuttora risentendo fortemente di quelle che sono le restrizioni date dalle norme anti-covid. Si parla giustamente molto di settori quali la ristorazione, lo spettacolo, il turismo, ma non dobbiamo dimenticarci delle piccole aziende vitivinicole come la nostra che lavorano a stretto contatto con la ristorazione e pertanto stanno soffrendo molto questo momento di crisi. Sia chiaramente in termini vendite, che anche in termini di gestione dello spazio in cantina, che si riduce sempre più con le vendemmie che si accumulano. In ogni caso non ci siamo fatti abbattere da questa situazione, per quanto drammatica possa essere. Abbiamo continuato a lavorare ogni giorno per portare avanti il nostro percorso di crescita attraverso le nostre idee, consapevoli che una volta che la vita tornerà alla normalità ci sarà da rimboccarsi ancor di più di prima.
 
Avete dei prodotti che vendete online?

E’ possibile trovare i nostri prodotti online. Non abbiamo uno store privato ma collaboriamo con svariate enoteche che offrono il servizio dell’e-commerce. Ai clienti che ci contattano direttamente possiamo offrire anche la possibilità, qualora lo preferissero, di acquistare direttamente da noi con la spedizione del vino dalla cantina. Le spedizioni possono essere fatte potenzialmente in tutto il mondo, tuttavia, probabilmente per ragioni di costi di trasporto a volte molto elevati, spesso le spedizioni sono nel territorio nazionale o al massimo in alcuni dei Paesi oltralpe.

 
Che novità avete in serbo?

Una novità assoluta è il progetto della sottozona MonteBarello155 che sta prendendo forma e che speriamo di poter ufficializzare a breve giro. MonteBarello155 è un progetto nato dalla volontà di alcuni piccoli viticoltori di valorizzare il territorio collinare racchiuso all’interno del territorio della zona del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro. Fin dall’inizio, nel 2019, abbiamo fatto parte in modo attivo di questa iniziativa, spinti, insieme ad alcuni colleghi, dalla voglia di rilanciare il nome del Lambrusco Grasparossa e del territorio collinare di Castelvetro. Il progetto si propone di imporre parametri più restrittivi per quanto concerne la coltivazione delle uve e la vinificazione delle stesse, con l’obiettivo di ottenere prodotti finali di alta qualità e rappresentativi al 100% di quello che è Castelvetro.

 

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